I migliori ristoranti di Roma

Vista panoramica dell'interno del Colosseo a Roma con dettagli architettonici e turisti.
Scritto da esperti di viaggio
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La cultura della ristorazione a Roma ha radici più antiche della storia di molti Paesi. Quando le prime osterie aprirono vicino ai mercati del pesce del Tevere nel , servivano gli stessi piatti a base di frattaglie — trippa, pajata, coda alla vaccinara — che ancora oggi dominano i menu a Testaccio e nel Ghetto Ebraico. L'identità culinaria della città si è cristallizzata attorno a quattro paste canoniche: carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia, ciascuna governata da regole non scritte che i romani dibattono con fervore teologico.

Ciò che rende straordinario mangiare a Roma è la sovrapposizione di epoche su una stessa strada. Una trattoria del si trova accanto a un wine bar naturale aperto l'anno scorso; un forno kosher nel Ghetto condivide un muro con una sala degustazione stellata Michelin. Questa guida mappa dieci ristoranti che insieme raccontano la storia del cibo romano — dai classici più radicati agli innovatori instancabili — così puoi costruire il tuo itinerario in base al sapore, al quartiere e al budget.

Cosa fare a Roma

Da Enzo al 29

Cremosa pasta alla carbonara con pezzi di guanciale visibili in una ciotola scura.

L'iconica trattoria di Trastevere dal 1931

Da Enzo al 29 occupa il suo angolo in Via dei Vascellari dal , molto prima che Trastevere diventasse una meta turistica. La famiglia Bassi acquisì la trattoria negli e la trasformò in una delle custodi più intransigenti della tradizionale cucina romana. La cucina segue una filosofia rigorosa: ingredienti romani di stagione, zero scorciatoie, niente di surgelato. La loro carbonara usa esclusivamente guanciale di Amatrice e Pecorino Romano DOP stagionato almeno otto mesi; i carciofi alla giudia arrivano dalle campagne di Ladispoli tra febbraio e aprile, fritti due volte finché i petali esterni si frantumano come vetro dorato. La coda alla vaccinara (coda di bue brasata con pomodoro, sedano e pinoli) cuoce per almeno quattro ore e compare solo nei mesi più freddi. Le porzioni sono generose, i prezzi onesti, e i tavoli con la tovaglia di carta si riempiono entro le 12:45, quindi arriva presto o prenota con un giorno di anticipo. Il tiramisù — preparato con il Marsala al posto del liquore al caffè — è una chicca non ortodossa per cui vale la pena lasciare spazio. Un tempo si pagava solo in contanti; ora le carte sono accettate, anche se i camerieri più anziani alzano ancora un sopracciglio. In estate, i pochi tavolini all'aperto lungo la strada acciottolata sono i posti più ambiti di tutta Trastevere.
Via dei Vascellari 29, Roma
Lun-Sab 12:30-15:00, 19:00-23:00
€€

Roscioli

Pasta cacio e pepe ricoperta di pecorino e pepe nero.

Gastronomia, enoteca e ristorante in uno

La famiglia Roscioli produce pane vicino a Campo de' Fiori dal , ma l'incarnazione ristorante — aperta nel — ha trasformato il loro nome in un luogo di pellegrinaggio gastronomico. Oltrepassato il bancone con formaggi stagionati da piccoli caseifici italiani e salumi appesi, stagionati nelle colline di Norcia, si raggiunge l'intima sala da pranzo, dove piatti come la burrata con capperi di Pantelleria e acciughe di Cetara elevano la ricerca delle materie prime a forma d'arte. Ogni ingrediente nel menu è tracciabile fino a uno specifico produttore, e la cucina cambia le preparazioni settimanalmente per seguire ciò che arriva di più fresco. La carta dei vini supera le 2.800 etichette, curata personalmente dal sommelier Alessandro Roscioli, con una profondità particolare nei vini naturali del Lazio e nei bianchi vulcanici della Campania. Consiglio la cacio e pepe mantecata al tavolo nella ruota di pecorino — teatrale, sì, ma il sapore è impeccabile. Fatela seguire dall'amatriciana con pomodori San Marzano e guanciale croccante, poi chiudete con il tiramisù della casa. Il forno accanto apre alle 7:00 per cornetti mattutini e pizza bianca, meritevole di un ritorno prima del volo. Prenotate almeno tre giorni prima per la cena; il pranzo è leggermente più accessibile, ma si riempie comunque in fretta.
Via dei Giubbonari 21, Roma
Mar-Dom 12:30-15:00, 19:30-23:00
€€€

Felice a Testaccio

Costolette d'agnello grigliate con rosmarino fresco, pomodorini e taccole.

Dove la cacio e pepe è diventata leggenda

Quando Felice Trivelloni aprì questa trattoria nel , Testaccio era un quartiere operaio legato al mattatoio dove il quinto quarto — frattaglie, piedini, coda — sfamava le famiglie che non potevano permettersi i tagli pregiati. Il quartiere si è gentrificato; il ristorante no. Il nipote di Felice prepara ancora la celebre cacio e pepe con la stessa tecnica della padella di rame perfezionata dal nonno: tostando grani interi di pepe nero, costruendo l'emulsione con l'acqua amidacea dei tonnarelli, aggiungendo il Pecorino Romano stagionato una manciata alla volta finché la salsa diventa setosa e avvolge ogni filo di pasta. Il piatto arriva al tavolo nella padella stessa, fumante. Oltre alla pasta, provate l'abbacchio a scottadito (costolette d'agnello grigliate marinate in olio d'oliva e rosmarino), l'insalata di puntarelle con salsa di acciughe che compare da novembre a marzo, e il semplice tiramisù della casa per chiudere. La sala è spartana — pavimento piastrellato, tovaglie di carta, fotografie incorniciate della vecchia Testaccio alle pareti — e deliberatamente immutata rispetto a come appariva decenni fa. Il servizio è svelto, quasi brusco, nella tradizione romana. La fila fuori alle 12:30 è un indicatore affidabile del fatto che avreste dovuto prenotare due giorni prima, anche se i pranzi infrasettimanali sono più clementi.
Via Mastro Giorgio 29, Roma
Lun-Sab 12:30-15:00, 19:30-23:00
€€€

La Pergola

Piatto di pasta elegantemente impiattato con guarnizione di erbe, presentazione da alta cucina.

L'unico ristorante tre stelle Michelin di Roma

Lo chef Heinz Beck detiene tre stelle Michelin a La Pergola dal , rendendolo il ristorante tristellato più longevo della capitale italiana. Situato al nono piano dell'hotel Rome Cavalieri, in cima a Monte Mario, la terrazza offre un panorama ininterrotto dalla cupola di San Pietro attraverso l'ansa del Tevere fino ai lontani Colli Albani. Beck, chef tedesco arrivato a Roma nel , ha costruito la sua reputazione su ingredienti mediterranei trattati con precisione scientifica: pensate ai fagottelli carbonara (un delicato involucro di pasta ripieno di tuorlo d'uovo liquido e crema di guanciale che esplode sul palato) e al branzino con vellutata di zafferano e carciofi e quinoa croccante. Il menu degustazione prevede sette portate e cambia stagionalmente, con la primavera che porta piatti incentrati sui carciofi romani e gli asparagi selvatici. La cantina ospita oltre 60.000 bottiglie, presieduta da uno dei team di sommelier più premiati d'Italia, e la coreografia del servizio — alzata sincronizzata dei piatti, pulizia delle briciole tra le portate — rappresenta la grande ristorazione classica nella sua espressione più raffinata. Giacca richiesta; le prenotazioni sono indispensabili con settimane di anticipo, soprattutto per i tavoli in terrazza nelle serate calde. Calcolate circa 250-350 euro a persona con abbinamento vini.
Via Cadlolo 101, Roma
Mar-Sab 19:30-23:30
€€€€

Osteria da Fortunata

Fettuccine fresche tirate a mano e tagliate su una macchina per la pasta infarinata.

Pasta fresca tirata davanti ai tuoi occhi

Una vetrata separa la sala dal laboratorio di pasta all'Osteria da Fortunata, dove le sfogline stendono e tagliano fettuccine, tonnarelli e ravioli a mano durante tutto il servizio — il ritmico battere della pasta sul marmo fa parte della colonna sonora. Il concept risale al , quando il proprietario Marcello Lucchetti decise di mettere l'artigianato al centro del palcoscenico nella sua prima sede vicino a Campo de' Fiori. Il nome rende omaggio a sua nonna Fortunata, le cui ricette sono il cuore del menu. Quel menu è volutamente breve: sei o sette paste, una manciata di secondi romani come polpette al sugo e saltimbocca, e verdure di stagione come cicoria ripassata e patate arrosto al rosmarino. Le fettuccine al ragù, preparate con un sugo lento di manzo e maiale, e i tonnarelli cacio e pepe sono i piatti preferiti dei clienti abituali, che tornano ogni settimana. I prezzi sono ben al di sotto della media del quartiere — un pasto completo con vino della casa raramente supera i 25 euro — il che rende questo locale un'ottima scelta per famiglie, viaggiatori solitari o chiunque desideri qualità senza pretese. Nel tempo sono state aperte diverse sedi in tutta Roma, ma l'originale di Via del Pellegrino rimane la più suggestiva.
Via del Pellegrino 11, Roma
Tutti i giorni 12:00-23:00
€€

SantoPalato

Ciotola di crocchette fritte dorate con ripieno cremoso.

Il quinto quarto reinventato dalla chef Sarah Cicolini

La chef Sarah Cicolini ha aperto SantoPalato nel nel quartiere San Giovanni, e nel giro di pochi mesi la stampa gastronomica lo definiva la nuova tavola romana più entusiasmante dell'ultimo decennio. Cicolini, formatasi in Abruzzo prima di trasferirsi a Roma, ha costruito la sua identità attorno al quinto quarto — la tradizione delle frattaglie nata nei mattatoi di Testaccio nel , quando i macellai pagavano gli operai in parte con organi e ritagli. Le sue interpretazioni moderne includono animelle con crumble di nocciole e glassa di miele amaro, crocchette di trippa croccanti servite con aioli alla paprika affumicata, e una leggendaria carbonara che utilizza tuorlo d'uovo cotto lentamente a 63 gradi per una ricchezza straordinaria. Il locale ospita solo 30 coperti, con una cucina a vista separata da un bancone basso che permette di osservare Cicolini e il suo piccolo team lavorare in linea con intensità concentrata. I vegetariani non sono dimenticati: contorni stagionali come cime di rapa arrosto e alcuni primi a base vegetale sono sempre presenti, tra cui una notevole cacio e pepe con crema di anacardi che perfino i puristi rispettano a malincuore. La carta dei vini privilegia piccoli produttori del Lazio e dell'Abruzzo, e il menu dei dolci cambia settimanalmente. Prenotate almeno una settimana prima per le cene del fine settimana; il pranzo infrasettimanale è la mossa da insider per trovare posto senza prenotazione.
Piazza Tarquinia 4a, Roma
Lun-Sab 13:00-15:00, 20:00-23:00
€€€

Armando al Pantheon

Vista del Pantheon a Roma con turisti in primo piano, evidenziando l'architettura storica e l'atmosfera vivace.

Tre generazioni accanto al Pantheon

Armando Gargioli aprì questa trattoria nel , quando la piazza davanti al Pantheon era ancora una piazza di quartiere dove i residenti giocavano a carte e stendevano il bucato, non il polo turistico che è diventata. Oggi i nipoti Claudio e Fabrizio gestiscono la cucina, restando fedeli alle ricette che il nonno codificò in quaderni scritti a mano ancora appesi alla parete: rigatoni alla gricia con guanciale reso fino a diventare vitreo e traslucido, abbacchio brodettato rifinito con una setosa salsa di uovo e limone nell'antica tradizione romana, e una vignarola di piselli primaverili, fave fresche e carciofi romaneschi che compare solo in aprile e maggio. Il menu segue il calendario agricolo con disciplina quasi religiosa — puntarelle in inverno, fiori di zucca in estate, castagne in autunno. La sala è modesta: boiserie, tovagliette di carta, fotografie incorniciate di tre generazioni di Gargioli — e deliberatamente immutata. Il pranzo è più facile da prenotare rispetto alla cena, e il menu fisso feriale (primo, secondo, contorno e un bicchiere di vino della casa per meno di 30 euro) offre un rapporto qualità-prezzo eccezionale considerando che si mangia a quindici metri da uno degli edifici meglio conservati della Roma antica. Chiuso nei fine settimana, il che mantiene la clientela piacevolmente locale nei giorni di apertura.
Salita dei Crescenzi 31, Roma
Lun-Ven 12:30-15:00, 19:30-23:00
€€€

Trattoria Monti

Antipasti fritti italiani assortiti tra cui crocchette, funghi arrostiti e zucchine grigliate.

Cucina marchigiana nel quartiere Esquilino

La famiglia Camerucci gestisce la Trattoria Monti dal , portando la cucina sostanziosa e ricca di burro delle Marche in una città dominata dalle tradizioni laziali a base di olio d'oliva e pecorino. Il contrasto è ciò che rende mangiare qui così rivelatorio. Il loro tortello di rosso d'uovo — un unico grande raviolo che racchiude un cuore di tuorlo fuso, servito su un letto di burro al tartufo e spolverato di Parmigiano — è diventato uno dei piatti più discussi di Roma, copiato da cucine di tutta la città ma mai eguagliato. Il fritto misto all'ascolana (una torre di fritto misto con olive ripiene, tenere costolette d'agnello, funghi cremini e fiori di zucca) è altrettanto imprescindibile, arrivando dorato e privo di unto in un modo che rivela la vera maestria della frittura. Tra gli altri piatti imperdibili ci sono i vincisgrassi, la risposta marchigiana alla lasagna, composti da strati di ragù, besciamella e fegatini di pollo. La sala ospita meno di 40 coperti, con tovaglie bianche e una quiete che lascia respirare la conversazione. La carta dei vini privilegia piccoli produttori marchigiani come Bucci, Oasi degli Angeli e La Distesa, e il carrello dei dolci — con crostate stagionali, panna cotta e torta al cioccolato — cambia ogni giorno. Prenotate con tre-cinque giorni di anticipo; i tavoli dell'ultimo momento sono quasi impossibili, e i Camerucci non prendono bene le cancellazioni mancate.
Via di San Vito 13/a, Roma
Lun-Sab 12:30-15:00, 19:30-23:00
€€

Retrobottega

Piatto moderno di crudo di gamberi con fettine di ravanello ed erbe in una ciotola in ceramica rustica.

Tasting bar a cucina aperta vicino al Pantheon

Gli chef Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice hanno aperto Retrobottega nel con un format che per Roma appariva rivoluzionario: un bancone da 20 posti avvolto attorno a una cucina a vista, nessun menu stampato, e una sequenza di piccoli piatti che cambia ogni giorno in base a ciò che arriva dal mercato di Campo de' Fiori quella mattina. Il nome rimanda alle botteghe artigiane che un tempo affollavano queste strade vicino al Pantheon. Aspettatevi combinazioni inventive radicate nella logica italiana — spuma di burrata su porro carbonizzato con briciole di bottarga, gambero rosso crudo con acqua di pomodoro fermentato e olio al basilico, brodo di Parmigiano stagionato con tagliolini fatti a mano e tartufo nero — che spingono gli ingredienti romani in territori inesplorati senza perderne l'identità. Miocchi si occupa delle portate salate mentre Lo Iudice, pasticcere di formazione, chiude con dessert che spesso sono il momento clou del pasto: pensate a un gelato di ricotta affumicata o una crostata destrutturata con composta di frutta di stagione. Il menu degustazione del pranzo prevede quattro portate per circa 45 euro; la cena si espande a sei o sette e consente preparazioni più elaborate. La carta dei vini naturali è contenuta ma scelta con cura, con un'enfasi sui bianchi macerati del Lazio e del Friuli, e l'atmosfera ricorda più un kappo bar di Tokyo che una trattoria romana. Le prenotazioni si accettano solo online, e gli slot della cena del fine settimana si esauriscono entro poche ore dall'apertura.
Via della Stelletta 4, Roma
Lun-Sab 12:30-15:00, 19:30-23:00
€€€

Antico Arco

Maialino arrosto con pelle dorata e croccante servito con carote baby arrostite su un tagliere di legno.

Alta cucina contemporanea sul Gianicolo

Arroccato sul colle del Gianicolo accanto all'antica Porta San Pancrazio — il varco dove le truppe di Garibaldi difesero la Repubblica Romana nel — Antico Arco costruisce silenziosamente la sua reputazione dal . La terrazza si affaccia sulla cupola di San Pietro, sul marmo bianco del Vittoriano e sulla distesa di tetti in terracotta sottostante, un panorama che da solo giustifica la salita da Trastevere. La chef Patrizia Mattei bilancia le radici romane con una tecnica contemporanea appresa durante stage in Francia e Spagna: ravioli di anatra con fonduta di Pecorino e aceto balsamico invecchiato, maialino da latte arrosto lentamente con riduzione di cicoria e noci candite, e un dessert di mousse di ricotta con pistacchio di Bronte e fragoline selvatiche di Nemi. Gli speciali stagionali possono includere tartufo bianco grattugiato al tavolo in autunno o un risotto primaverile con cuori di carciofo e bottarga. Il menu degustazione (cinque portate, circa 75 euro) è il modo migliore per apprezzare la gamma della cucina, anche se il menu alla carta permette di soffermarsi sui singoli piatti con i propri tempi. Il servizio è curato ma senza fretta, la sala elegante senza essere rigida, e la carta dei vini — forte sui Supertuscan, il Barolo e i produttori emergenti del Lazio — premia l'esplorazione oltre le etichette consuete. Richiedete un tavolo in terrazza al tramonto; la vista all'ora dorata vale ogni gradino della salita.
Piazzale Aurelio 7, Roma
Mar-Dom 12:30-15:00, 19:30-23:00
€€€

Itinerari consigliati a Roma

Una giornata di cucina romana

Mattina — Inizia da Roscioli Caffè in Piazza Benedetto Cairoli con un cornetto farcito alla crema pasticcera e un espresso tirato a regola d'arte. Passeggia attraverso il Ghetto Ebraico fino al Forno Boccione, il leggendario forno che serve la pizza ebraica (un dolce denso di frutta e noci) dal . Prendi una fetta da sgranocchiare mentre attraversi il Tevere.

Pomeriggio — Pranzo da Da Enzo al 29 a Trastevere. Arriva entro le 12:15 per evitare la coda, ordina la carbonara e un piatto di puntarelle se è stagione. Dopo mangiato, cammina verso sud lungo il fiume fino al Mercato di Testaccio (Box 56 per i supplì al telefono, Box 41 per la mozzarella fresca). Lascia che il pasto si assesti con una passeggiata nel Cimitero Acattolico lì vicino.

Sera — Cena da SantoPalato a San Giovanni. Inizia con le crocchette di trippa, prosegui con la carbonara della casa, e chiudi con il fondente al cioccolato. Dopo, cammina dieci minuti fino a Barberini per un digestivo al Il Barretto, un amaro bar dove si sta in piedi, frequentato dagli habitué del quartiere.

Tour gastronomico di Roma in due giorni

Mattina — Inizia alla Pasticceria Regoli vicino a Piazza Vittorio Emanuele, un forno aperto dal , famoso per il suo maritozzo con panna — una brioche tagliata e farcita con panna montata non zuccherata. Accompagnalo con un caffè latte e guarda il mercato dell'Esquilino prendere vita fuori dalla vetrina.

Pomeriggio — Raggiungi la Trattoria Monti per il tortello di rosso d'uovo e il fritto misto. Dopo pranzo, esplora la Basilica di Santa Maria Maggiore, poi scendi verso la Gelateria Fatamorgana a Monti per una pallina del loro gelato basilico-noci-miele.

Sera — Cena da Roscioli. Lascia che il sommelier guidi l'abbinamento vini, ordina la cacio e pepe mantecata nella ruota di pecorino, e concludi con il tiramisù. La passeggiata verso casa attraverso le strade vuote intorno a Piazza Navona è una ricompensa in sé.

Mattina — Colazione allo Sciascia Caffè vicino al Vaticano, attivo dal . La loro specialità è il caffè alla nocciola, espresso mescolato con crema di nocciole. Fai scorta per un picnic al vicino Mercato Trionfale — porchetta dalla norcineria, pane dal forno, frutta di stagione.

Pomeriggio — Pranzo da Armando al Pantheon. Prova i rigatoni alla gricia e la vignarola se visiti in primavera. Smaltisci il pranzo passeggiando per i vicoli tra il Pantheon e Piazza Navona, fermandoti da Sant'Eustachio Il Caffè per il loro celebre gran caffè.

Sera — Chiudi il tour all'Antico Arco sul Gianicolo. Chiedi un tavolo in terrazza al tramonto, ordina il menu degustazione, e guarda la città tingersi d'ambra sotto di te. È il finale più bello che un tour gastronomico romano possa offrire.

Quando visitare Roma

Il periodo migliore per mangiare fuori a Roma

Primavera e autunno offrono la migliore esperienza ristorativa: clima mite per le terrazze, ingredienti stagionali al massimo, e folle gestibili. L'estate porta caldo e chiusure di agosto; l'inverno è tranquillo e ideale per i piatti romani ricchi e corroboranti come la coda alla vaccinara.

Alta Stagione

L'estate (giugno-agosto) è l'alta stagione, con più turisti e prezzi più elevati.

Stagione Intermedia

Primavera e autunno offrono un buon compromesso tra clima e affluenza turistica.

Bassa Stagione

L'inverno (dicembre-febbraio) è la bassa stagione, con meno turisti e prezzi più convenienti.

Consigli per visitare Roma

Prenota sempre in anticipo. I migliori ristoranti romani sono molto richiesti e spesso al completo, quindi assicurati di avere un tavolo riservato.
Assaggia i fritti romani. Non perderti i deliziosi supplì nei locali tipici, un'esperienza di gusto unica.

Esperienze locali a Roma

Carciofi freschi interi al mercato, l'ingrediente principale dei carciofi alla giudia.

La cucina del Ghetto Ebraico

La comunità ebraica di Roma cucina nel Ghetto dal , quando Papa Paolo IV li confinò in pochi isolati lungo il Tevere. Quella convivenza forzata creò una delle cucine regionali più distintive d'Italia. I carciofi alla giudia — carciofi interi fritti fino a quando i petali esterni si frantumano come vetro — sono nati qui, insieme ai filetti di baccalà (frittelle di merluzzo sotto sale) e alla pizza ebraica imbevuta di miele del Forno Boccione. Per un pasto completo, consiglio Nonna Betta in Via del Portico d'Ottavia, dove i carciofi fritti sono costantemente eccellenti e la concia di zucchine (zucchine fritte e marinate) è un antipasto perfetto. Visitate in settimana per evitare la folla del weekend che invade la piazzetta.
Cocktail elegante su un tavolo con decorazione in legno e sfondo di una sedia imbottita.

Cocktail sui tetti dopo cena

Dopo un pasto memorabile, un rooftop bar è il modo giusto per chiudere una serata romana. La Terrazza Borromini su Piazza Navona occupa l'ultimo piano di un palazzo del e serve variazioni del Negroni con vista diretta sulla Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini. Per qualcosa di meno turistico, dirigetevi al Il Barretto all'Hotel Splendide Royal vicino a Villa Borghese, dove i bartender sono specializzati in degustazioni di amaro da piccoli produttori italiani. A Trastevere, Terra Satis offre vini naturali e piccoli piatti su una terrazza a lume di candela nascosta dietro Santa Maria in Trastevere. Ovunque andiate, procedete con calma — i romani trattano il drink del dopocena come un'estensione del pasto, non come una corsa verso la tappa successiva.

Domande Frequenti su Roma

Qual è il periodo migliore per mangiare fuori a Roma?

Trovo che la primavera (da <time datetime="2026-04">aprile</time> a <time datetime="2026-06">giugno</time>) e l'autunno (da <time datetime="2026-09">settembre</time> a <time datetime="2026-10">ottobre</time>) siano ideali. Il clima permette di mangiare all'aperto, gli ingredienti stagionali come carciofi e puntarelle sono al loro apice, e le terrazze dei ristoranti restano aperte fino a tardi. L'estate è calda e molti locali a conduzione familiare chiudono per parte di agosto.

Con quanto anticipo devo prenotare i ristoranti?

Per i locali più richiesti come Roscioli, Trattoria Monti e SantoPalato, consiglio di prenotare con tre-cinque giorni di anticipo per la cena, soprattutto nei fine settimana. La Pergola richiede prenotazioni con due-quattro settimane di anticipo. Per trattorie come Da Enzo, arrivare all'apertura (12:30 per il pranzo) spesso funziona senza prenotazione.

Quali sono i piatti romani essenziali da provare?

Dico sempre ai visitatori alla prima visita di lavorare sulle quattro paste canoniche: carbonara, cacio e pepe, amatriciana e gricia. Oltre a queste, provate i supplì al telefono (polpette di riso fritte con mozzarella filante), i carciofi alla giudia (carciofi fritti alla maniera ebraica) e il saltimbocca alla Romana (vitello con prosciutto e salvia). Per il dolce, cercate un vero maritozzo con panna.

Dove posso andare per una cena romantica?

Antico Arco sul Gianicolo offre la combinazione più romantica tra vista dalla terrazza e cucina raffinata. Per qualcosa di più intimo, i posti al bancone di Retrobottega creano un senso di scoperta condivisa, e la saletta a lume di candela di Roscioli sembra nascosta dal mondo. Se il budget lo consente, la terrazza al nono piano de La Pergola al tramonto è indimenticabile.

Ci sono buone opzioni vegetariane nei ristoranti romani?

Sì, e ne arrivano ogni anno di più. I menu romani tradizionali includono sempre piatti a base di verdure come i carciofi alla Romana, la vignarola e le puntarelle. SantoPalato e Retrobottega offrono entrambi piatti creativi a base vegetale, e ristoranti vegetariani dedicati come Il Margutta in Via Margutta servono cucina senza carne dal <time datetime="1979">1979</time>.

Quanto costa un pasto al ristorante a Roma?

In una trattoria tradizionale come Da Enzo o Osteria da Fortunata, aspettatevi 20-35 euro a persona per un primo, un secondo e vino della casa. Ristoranti di fascia media come Roscioli e Armando al Pantheon si aggirano sui 50-80 euro con una buona bottiglia. L'alta cucina all'Antico Arco costa circa 75-100 euro per il menu degustazione, mentre La Pergola parte da circa 250 euro a persona.

La mancia è prevista nei ristoranti romani?

La mancia non è obbligatoria a Roma. La maggior parte dei conti include un coperto di 1-3 euro a persona, che sostituisce il supplemento per il cestino del pane comune altrove. Se il servizio è stato davvero attento, lascio il 5-10%, ma arrotondare il conto è altrettanto accettabile e nessuno si offenderà se non lascerete mancia.

Quali quartieri sono migliori per un giro di ristoranti?

Consiglio tre zone. Trastevere è il quartiere gastronomico più percorribile a piedi, con Da Enzo, Osteria da Fortunata e decine di enoteche a pochi isolati di distanza. Il Centro Storico attorno al Pantheon raggruppa Armando, Roscioli e Retrobottega vicini tra loro. Testaccio è il più autenticamente romano, ancorato da Felice e dal Mercato di Testaccio, ed è meno affollato di turisti rispetto agli altri due.